Smart Working

L’ ANGOLO DELL’ HR – VIA ALLO SMART WORKING!

È ufficiale, la legge che riguarda lo Smart Working e il Lavoro Autonomo è stata approvata dal Senato.

 

Finalmente, dopo più di un anno dal varo in Consiglio dei ministri, anche l’Italia ha una legge che regola lo Smart Working.
Secondo l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, in Italia il lavoro diventa sempre più agile. Infatti, i lavoratori smart, ad oggi sono oltre 250.000 e rappresentano il 30% delle grandi imprese italiane.

Per chi non sapesse di cosa si tratta, lo Smart Working (lavoro agile) è un nuovo modo di lavorare che si avvale della tecnologia e del digitale per avviare un cambiamento culturale incentrato sulla flessibilità, su un rapporto capo-collaboratore basato sulla fiducia, la trasparenza e i risultati, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro.

 

Ma quali sono le novità introdotte riguardanti lo Smart Working?

 

#1 NIENTE POSTAZIONI FISSE

Addio scrivanie e postazioni fisse!
Aderire allo Smart Working, per le aziende e i dipendenti significa non avere postazioni fisse in ufficio, ma decidere giorno per giorno dove sedersi, affiancandosi a colleghi sempre diversi. Inoltre è possibile lavorare da remoto, quindi avere la possibilità di svolgere le proprie attività da casa, ma sempre entro gli orari giornalieri e settimanali massimi.

 

#2 RETRIBUZIONE

Il trattamento economico è tutelato dalla legge e sarà uguale a quello percepito dai lavoratori che svolgono le stesse mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

 

#3 MALATTIA E MATERNITA’

I lavoratori in Smart Working avranno diritto a tutte le tutele previdenziali previste in caso di maternità, congedi parentali, malattia.

 

#4 SICUREZZA SUL LAVORO

Il lavoratore che opera in Smart Working ha diritto alla tutela per gli infortuni sul lavoro e durante il viaggio di andata e ritorno dall’abitazione al luogo prescelto per lo svolgimento del lavoro all’esterno, esattamente come avviene per chi si reca in azienda.

 

#5 DISCONNESSIONE

Una parte del ddl fa riferimento al “diritto alla disconnessione”: si dovrà stabilire il tempo di riposo del lavoratore, nonché le misure tecniche ed organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro. 

 

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